Vita dei Cesari II (Augusto) - Gaio Svetonio Tranquillo Vita dei Cesari II (Augusto), 35

Vita dei Cesari II (Augusto), 35

Gaio Svetonio Tranquillo

Testo in lingua originale

[35] Senatorum affluentem numerum deformi et incondita turba?erant enim super mille, et quidam indignissimi et post necem Caesaris per gratiam et praemium adlecti, quos orcinos vulgus vocabat?ad modum pristinum et splendorem redegit duabus lectionibus: prima ipsorum arbitratu, quo vir virum legit, secunda suo et Agrippae; quo tempore existimatur lorica sub veste munitus ferroque cinctus praesedisse decem valentissimis senatorii ordinis amicis sellam suam circumstantibus. Cordus Cremutius scribit ne admissum quidem tunc quem quam senatorum nisi solum et praetemptato sinu. Quosdam ad excusandi se verecundiam compulit servavitque etiam excusantibus insigne vestis et spectandi in orchestra epulandique publice ius. Quo autem lecti probatique et religiosius et minore molestia senatoria munera fungerentur, sanxit, ut prius quam consideret quisque ture ac mero supplicaret apud aram eius dei, in cuius templo coiretur, et ne plus quam bis in mense legitimus senatus ageretur, Kalendis et Idibus, neve Septembri Octobrive mense ullos adesse alios necesse esset quam sorte ductos, per quorum numerum decreta confici possent; sibique instituit consilia sortiri semenstria, cum quibus de negotiis ad frequentem senatum referendis ante tractaret. Sententias de maiore negotio non more atque ordine sed prout libuisset perrogabat, ut perinde quisque animum intenderet ac si censendum magis quam adsentiendum esset.

Traduzione

35 Il numero dei senatori era costituito da una folla indecorosa e senza prestigio (erano pi? di mille e alcuni assolutamente indegni, che vi erano entrati, con i favori e la corruzione, dopo la morte di Cesare e che il popolo definiva ?senatori d'oltretomba?). Augusto lo ridusse alla cifra di un tempo e gli restitu? la sua antica dignit? per mezzo di due selezioni, la prima operata dai senatori stessi, perch? ognuno si sceglieva un collega, la seconda da lui personalmente e da Agrippa. Si dice che in questa circostanza, per presiedere le sedute, indossasse una corazza e tenesse alla cintura un pugnale, mentre dieci senatori, suoi amici, scelti fra i pi? robusti, circondavano il suo seggio. Cremuzio Cordo scrive che in questo periodo nessun senatore fu ricevuto, se non da solo e dopo essere stato perquisito. Convinse alcuni a dimettersi per convenienza e lasci? anche ai dimissionari il privilegio di indossare il laticlavio, il diritto di prendere posto nell'orchestra durante gli spettacoli e la facolt? di partecipare ai pubblici banchetti. Infine per fare in modo che i senatori, scelti e aggregati, svolgessero le loro funzioni con pi? coscienza e minor insofl`erenza, decret? che ciascuno di loro, prima di prendere posto a sedere, bruciasse incenso e facesse una libagione davanti all'altare del dio nel cui tempio ci si riuniva; stabil? inoltre che non si tenessero pi? di due sedute regolari al mese, una alle Calende e l'altra alle Idi, e che nei mesi di settembre e di ottobre fossero presenti soltanto quelli estratti a sorte, che garantissero il numero sufficiente per l'approvazione dei decreti del Senato. Decise poi di procurarsi, mediante estrazione a sorte semestrale, un gruppo di consiglieri con i quali studiare in anticipo le questioni da sottoporre al Senato, riunito in seduta plenaria. Sulle questioni importanti egli non chiedeva i pareri secondo l'ordine tradizionale, ma a suo piacere, in modo che ciascuno facesse attenzione come se dovesse esprimere un'opinione invece di dare un'approvazione.



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