Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  11

Contro Vatinio , 11

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[11] atque illud tenebricosissimum tempus ineuntis aetatis tuae patiar latere. licet impune per me parietes in adulescentia perfoderis, vicinos compilaris, matrem verberaris: habeat hoc praemi tua indignitas, ut adulescentiae turpitudo obscuritate et sordibus tuis obtegatur. quaesturam petisti cum P. Sestio, cum hic nihil loqueretur nisi quod agebat, tu de altero consulatu gerendo te diceres cogitare. quaero abs te teneasne memoria, cum P. Sestius quaestor sit cunctis suffragiis factus, tunc te vix, invitis omnibus, non populi beneficio sed consulis, extremum adhaesisse?

Traduzione

11 Preferisco stendere un velo pietoso su quelli che sono i primissimi anni bui della tua vita. Per me, puoi anche avere impunemente perforato pareti, depredato vicini, picchiato tua madre: su un comportamento sicuramente tanto infame cali un silenzio che sa di morte e di vergogna e sia questo il premio per un'adolescenza sbandata come la tua. Ti sei candidato alla questura insieme a Publio Sestio, che non ha mai fatto mistero dei suoi reali propositi, mentre tu andavi farneticando di un tuo secondo consolato. Ma - lascia che te lo domandi - ti ricordi che Sestio divenne questore a pieni voti, mentre tu arrivasti a stento ultimo degli eletti e non per favore del popolo - nessuno ti voleva -, ma del console?



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