Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  13

Contro Vatinio , 13

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[13] factus es tribunus plebis?quid enim te de Hispaniensibus flagitiis tuis sordidissimisque furtis interrogem? quaero abs te primum universe quod genus improbitatis et sceleris in eo magistratu praetermiseris? ac tibi iam inde praescribo ne tuas sordis cum clarissimorum virorum splendore permisceas. ego te quaecumque rogabo de te ipso rogabo, neque te ex amplissimi viri dignitate, sed ex tuis tenebris extraham; omniaque mea tela sic in te conicientur ut nemo per tuum latus, quod soles dicere, saucietur; in tuis pulmonibus ac visceribus haerebunt

Traduzione

13 Preferisco non indagare con te sulle ruberie e i crimini che ti hanno coperto di vergogna mentre eri in Spagna; parliamo piuttosto di quando ti hanno eletto tribuno della plebe. La prima domanda che intendo rivolgerti ? di ordine generale: di che misfatto, di quale scellerataggine non ti sei macchiato nel corso di quella magistratura? No, Vatinio, non mescolare le carte in tavola, insozzando il buon nome di illustri personaggi con il racconto delle tue bassezze. Qualunque sar? la natura delle mie domande, ? a te solo che mi rivolger?: ti costringer? ad uscire dal tuo oscuro nascondiglio e non ti permetter? di farti scudo dell'appoggio di qualche politico importante; tutti i miei dardi pioveranno addosso a te in modo che nessun altro rimanga ferito anche solo di riflesso (insinuazione, questa, che sei solito fare): nei tuoi polmoni e nelle tue viscere si conficcheranno le mie frecce avvelenate.



Indice dell'opera

Altre opere di Marco Tullio Cicerone

Fonte www.progettovidio.it.
Se non diversamente specificato, i contenuti di quest'opera sono coperti da Licenza Creative Commons CC BY 3.0.

Hai riscontrato una incorrettezza? Segnala all'indirizzo: info@wearestudents.it