Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  18

Contro Vatinio , 18

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[18] simul etiam illud volo uti respondeas, cum te tribuno plebis esset etiam tum in re publica lex Aelia et Fufia, quae leges saepe numero tribunicios furores debilitarunt et represserunt, quas contra praeter te nemo umquam est facere conatus,?quae quidem leges anno post, sedentibus in templo duobus non consulibus sed proditoribus huius civitatis ac pestibus, una cum auspiciis, cum intercessionibus, cum omni iure publico conflagraverunt: ecquando dubitaris contra eas leges cum plebe agere et concilium convocare? num quem ex omnibus tribunis plebis, quicumque seditiosi fuerunt, tam audacem audieris fuisse ut umquam contra legem Aeliam aut Fufiam concilium advocaret?

Traduzione

18 Ma c'? un'altra cosa che voglio sapere da te. Quando eri tribuno della plebe, vigevano ancora nello Stato due leggi, la Elia e la Fufia, che in pi? di un'occasione indebolirono, sino ad annullarle, eventuali ingerenze da parte dei tribuni e nessuno mai, tranne te, tent? di boicottarle (l'anno dopo, mentre si trovavano seduti nel foro due figuri, consoli no di certo, ma traditori e rovina della citt?, queste leggi presero fuoco insieme con gli auspici, con il veto dei tribuni, con ogni provvedimento del sistema legislativo romano): quando mai ti sei fatto scrupolo di quelle leggi e hai esitato a tener banco davanti al popolo, dopo averlo raccolto in assemblea? Di tribuni faziosi ce ne sono stati; ma tra tutti hai mai sentito parlare di uno tanto sfrontato da fare altrettanto, contravvenendo cos? alle leggi Elia e Fufia?



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