Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  32

Contro Vatinio , 32

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[32] hunc tu morem ignorabas? numquam epulum videras? numquam puer aut adulescens inter cocos fueras? Fausti, adulescentis nobilissimi, paulo ante ex epulo magnificentissimo famem illam veterem tuam non expleras? quem accumbere atratum videras? dominum cum toga pulla et eius amicos ante convivium? quae tanta (te) tenuit amentia ut, nisi id fecisses quod fas non fuit, nisi violasses templum Castoris, nomen epuli, oculos civium, morem veterem, eius qui te invitarat auctoritatem, parum putares testificatum esse supplicationes te illas non putare?

Traduzione

32 Non sapevi come usa qua a Roma? Non avevi mai visto un pranzo ufficiale? Non ti sei mai trovato da bambino o gi? un po' pi? grandicello in mezzo ai cuochi? Non avevi poco prima saziato la tua fame remota al fastosissimo banchetto offerto da Fausto, giovane di nobili natali? Avevi forse notato qualche presente vestito di nero? Che so, il padrone di casa e suoi amici sfilare con la tunica scura sotto gli occhi degli invitati? Quale folle istinto ti spinse a comportarti cos?? Forse la convinzione che se non fossi stato trasgressivo e non avessi offeso il tempio di Castore, una festa solenne, la vista dei cittadini, un'antica usanza, il prestigio di chi t'aveva invitato, sarebbe sembrato poco credibile il tuo disprezzo per quelle pubbliche preghiere?



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