Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  20

Contro Vatinio , 20

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[20] hoc loco quaero, si, id quod concupieras, augur factus esses,?in qua tua cogitatione nos qui te oderamus vix dolorem ferebamus, illi autem quibus eras in deliciis vix risum tenebant: sed quaero, si ad cetera vulnera, quibus rem publicam putasti deleri, hanc quoque mortiferam plagam inflixisses auguratus tui, utrum decreturus fueris, id quod augures omnes usque ab Romulo decreverunt, Iove fulgente cum populo agi nefas esse, an, quia tu semper sic egisses, auspicia fueris augur dissoluturus?

Traduzione

20 A questo proposito vorrei sapere una cosa. Poniamo l'ipotesi che si fosse realizzato il tuo massimo desiderio e ti avessero eletto augure (prospettiva, questa, che accendeva in noi, carichi d'odio, uno sdegno quasi insostenibile, ma faceva sbellicare dalle risate persino quelli a cui eri tanto simpatico): se, oltre a tutti gli altri duri colpi sotto cui lo Stato doveva soccombere, perch? cos? avevi decretato, gli avessi inflitto anche la ferita mortale rappresentata dalla tua nomina ad augure, ti saresti conformato alle decisioni prese da tutti gli auguri prima di te fin dai tempi di Romolo? Avresti cio? considerato illecito parlare in assemblea con il cielo rischiarato dai fulmini o, anche da augure, te ne saresti tranquillamente disinteressato, come hai sempre fatto?



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