Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  22

Contro Vatinio , 22

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[22] quaero num quis ante te tam fuerit nefarius qui id fecerit, ut sciamus utrum veterum facinorum sis imitator an inventor novorum; idemque tu cum his atque huius modi consiliis ac facinoribus nomine C. Caesaris, clementissimi atque optimi viri, scelere vero atque audacia tua, M. Bibulum foro, curia, templis, locis publicis omnibus expulisses, inclusum domi contineres, cumque non maiestate imperi, non iure legum, sed ianuae praesidio et parietum custodiis consulis vita tegeretur, miserisne viatorem qui M. Bibulum domo vi extraheret, ut, quod in privatis semper est servatum, id te tribuno plebis consuli domus exsilium esse non posset?

Traduzione

22 Sai dirmi se prima di te ? esistito uomo tanto infame da fare altrettanto? In altre parole, mi piacerebbe sapere se ti limiti semplicemente a riproporre antichi misfatti o se ti diverti a inventarne di nuovi; quando, ad esempio, facendoti scudo del nome di Caio Cesare (proprio il pi? buono e il pi? mite!) per macchiarti di questi o siffatti crimini, frutto, invece, della tua mente contorta e di un animo sfrontato, cacciasti Marco Bibulo dal foro, dalla curia, dai templi, da tutti i luoghi pubblici, costringendolo a relegarsi in casa, quando, cio?, la vita di un console era protetta non dall'autorit? conferitagli dalla carica n? dalla forza della legge, ma da porte e pareti robuste, non inviasti un messo per trascinare a forza Bibulo via dalla sua casa? E cos?, sotto il tuo tribunato, un console non pot? neanche pi? usufruire di un privilegio concesso da sempre persino ai semplici privati: fare, cio?, della propria abitazione la terra dove trascorrere l'esilio.



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