Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  27

Contro Vatinio , 27

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[27] et quoniam crebro usurpas legem te de alternis consiliis reiciendis tulisse, ut omnes intellegant te ne recte quidem facere sine scelere potuisse, quaero, cum lex esset aequa promulgata initio magistratus, multas iam alias tulisses, exspectarisne dum C. Antonius reus fieret apud Cn. Lentulum Clodianum, et, postea quam ille est reus factus, statim tuleris in eum 'qui tuam post legem reus factus esset,' ut homo consularis exclusus miser puncto temporis spoliaretur beneficio et aequitate legis tuae?

Traduzione

27 E visto che ripeti con fastidiosa insistenza di avere tu proposto la legge che permette alle due parti di rifiutare alternativamente i giudici estratti a sorte, voglio rivolgerti una domanda per far capire a tutti che non ti ? possibile muovere neanche un dito senza esiti nefasti: quando, all'inizio della tua magistratura, hai pubblicato una legge finalmente equa, ne avevi gi? proposte diverse altre all'attenzione del popolo; ma per questa non hai forse aspettato che venisse incriminato Caio Antonio davanti a Cneo Lentulo Clodiano? Quindi, una volta mossa tale accusa, in quattro e quattr'otto hai re-_so ufficiale la tua legge, aggiungendo che divenisse esecutiva per "chi fosse stato accusato dopo la sua approvazione". E cos?, tagliato fuori ingiustamente per questione di attimi, un consolare non pot? beneficiare dei favorevoli vantaggi del tuo provvedimento.



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