Contro Vatinio  - Marco Tullio Cicerone Contro Vatinio ,  36

Contro Vatinio , 36

Marco Tullio Cicerone

Testo in lingua originale

[36] eripueras senatui provinciae decernendae potestatem, imperatoris deligendi iudicium, aerari dispensationem: quae numquam sibi populus Romanus appetivit, qui numquam senatui summi consili gubernationem auferre conatus est. age, factum est horum aliquid in aliis: raro, sed tamen factum est ut populus deligeret imperatorem: quis legatos umquam audivit sine senatus consulto? ante te nemo, post continuo fecit idem in duobus prodigiis rei publicae Clodius; quo etiam maiore es malo mactandus, quod non solum facto tuo sed etiam exemplo rem publicam vulnerasti, neque tantum ipse es improbus sed etiam alios docere voluisti. ob hasce omnis res sciasne te severissimorum hominum Sabinorum, fortissimorum virorum Marsorum et Paelignorum, tribulium tuorum, iudicio notatum, nec post Romam conditam praeter te tribulem quemquam tribum Sergiam perdidisse?

Traduzione

36 Avevi strappato al senato il potere di assegnare le province, il diritto di eleggere il capo dell'esercito e di gestire l'amministrazione del tesoro pubblico: funzioni, queste, che il popolo romano in nessuna occasione si arrog?, il popolo romano che mai tent? di sottrarre al senato la gestione dei pi? alti affari e delle pi? importanti decisioni. ? vero, ? gi? capitato che si verificassero ingerenze di potere: raramente, per?, come quando il popolo si ? scelto il generale; chi ha mai sentito dire, invece, di legati eletti senza l'autorizzazione del senato? Prima di te nessuno, subito dopo ha fatto lo stesso Clodio per aiutare due flagelli dello Stato; ecco perch? ti si deve infliggere una punizione ancora pi? grave: per ben due volte sei riuscito a danneggiare la repubblica, non solo agendo in prima persona, ma anche servendo d'esempio: un criminale, dunque, per di pi? maestro dei tuoi crimini. Sai o non sai che per tutte le tue imprese sei stato bollato d'infamia dai Sabini, gente molto austera nelle abitudini, e dai coraggiosissimi Marsi e Peligni, tuoi compagni di trib?? E che, da quando Roma esiste, nessuno, tranne te, ha perso il diritto di appartenere alla trib? Sergia?



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